LUCCA: 3 SIMBOLI IMPERDIBILI DA SCOPRIRE PASSEGGIANDO NEL CENTRO STORICO.
di Sara Giorgi
Lucca, con il suo fascino medievale e la sua storia millenaria, è un gioiello della Toscana che invita a scoprire ogni angolo del suo centro storico.
Una visita guidata sulle verdeggianti mura e per le vie della città non è solo un viaggio nel tempo, ma anche un’immersione in un intreccio emozionante di storia e leggende. Entrando nel centro, le strade strette e le piazze caratteristiche vi guideranno verso alcune delle gemme più iconiche di Lucca.
Tra le porte di accesso alla città, la mia preferita è indubbiamente Porta S. Maria, che conserva molti particolari legati alla storia di Lucca. Per questo motivo, organizzo spesso visite guidate partendo da questo punto. Mi soffermerò per un attimo proprio qui per parlarvi dei suoi guardinghi custodi.
Sulla facciata di Porta S. Maria troverete infatti ad accogliervi due grandi pantere che sorreggono tra le zampe lo stemma bicolore lucchese. La pantera, animale elegante, astuto, indipendente e fiero, emblema della città di Lucca sin dal XIV secolo, ben rispecchia la personalità dei lucchesi, che furono abili mercanti di preziosi tessuti di seta e diplomatici capaci di garantire ricchezza e autonomia alla città, che per molti secoli riuscì orgogliosamente a rimanere una repubblica.
Anticamente, era diffusa la credenza che la pantera emanasse un odore particolarmente gradevole per tutti gli altri animali e per questo fosse capace di attirarli a sé. Appare in vari luoghi della Lucchesia e in opere d’arte locali: nel centro storico ne troverete una, in alto, sporgente dalla fiancata di un edificio, alzando lo sguardo nella suggestiva via “Chiasso Barletti”; mentre presso il Museo Nazionale di Villa Guinigi è conservata una delle rappresentazioni più note, “La Pantera Lucchese”, un’antica scultura raffigurante un felino che artiglia un uomo. Se deciderete di partecipare ad una visita guidata in questo museo, scoprirete poi tutti i dettagli del dipinto di Paolo Guidotti, “Allegoria della Libertà Lucchese”, opera realizzata nel 1611, nella quale troverete una pantera nera accanto alla personificazione della Libertà, raffigurata come una fanciulla in veste bianca assisa in trono.
Entrati nella città, proseguendo la passeggiata lungo via Fillungo, troverete magnifici negozi, talvolta sovrastati da eleganti insegne riportanti il nome delle antiche attività che un tempo ospitavano. Giunti in via Fillungo, all’altezza dell’incrocio con via S. Andrea, girando a sinistra, imboccherete questa strada, che vi condurrà alla famosa Torre Guinigi, tappa immancabile per ogni visita guidata a Lucca, inconfondibile per la presenza sulla sua sommità di alcuni alberi di leccio.
La Torre Guinigi, coi suoi sette alberelli, la potete trovare rappresentata un po’ ovunque a Lucca: non solo in quadri e souvenir di ogni genere, ma anche in profumi, ciondoli e gioielli; perfino sulle bottiglie di Biadina, un liquore tipico prodotto a Lucca fin dal XIX secolo, che si degusta inserendo nel bicchiere, insieme alla bevanda, una manciatina di pinoli.
Una leggenda racconta che, avendo la Repubblica di Lucca stabilito un’altezza massima oltre la quale le famiglie più potenti non potevano spingersi a costruire le proprie torri, la famiglia Guinigi studiò uno stratagemma per raggirare questo vincolo: per rendere la propria torre un po’ più visibile rispetto a tutte le altre, la costruì fino a raggiungere l’altezza massima consentita, poi mise a dimora sulla sua sommità alcuni alberelli.
Ma perché furono scelti proprio alberi di leccio? Certamente, essendo un arbusto sempreverde, questo albero era auspicio di longevità e prosperità per la potente casata dei Guinigi, ma ancora una volta le leggende e le ipotesi a riguardo sono molte. La torre è visitabile e dalla sua sommità si gode di una vista panoramica sulle più belle piazze di Lucca.
Proseguendo per via S. Andrea e svoltando a destra in via Guinigi, si sbuca in via S. Croce. Già il nome della strada preannuncia quello che sarà l’ultimo simbolo di Lucca di cui voglio parlarvi: “la Santa Croce”, detta anche “Volto Santo”. C’è un bellissimo palazzo lungo questa strada che ne riporta una rappresentazione sulla sua facciata principale, Palazzo Mazzarosa: edificato nel ‘500, acquisito nel 1597 da Alessandro Mazzarosa che lo fece modificare, trasformandolo in una signorile residenza, porta ancora oggi il nome di questa storica casata.
La scelta di porre il ritratto del Volto Santo sulla facciata, insieme allo stemma della casata, non era inusuale a Lucca. Il Volto Santo, infatti, è da secoli considerato protettore della città e la sua immagine era spesso posta non solo sulle facciate degli edifici, ma anche lungo le strade in piccole edicole devozionali e marginette a lui dedicate. Ne è ancora visibile un esempio in via Borgo Giannotti, appena fuori dal centro storico.
Questo crocifisso antichissimo, custodito nella cattedrale, la chiesa di S. Martino, è il simbolo per eccellenza della città di Lucca. Venerato fin dal X secolo, meta di pellegrini e devoti, fu considerato propriamente il “Re della città di Lucca” e per questo i lucchesi gli fecero dono delle chiavi delle porte della città e, per adornarlo, di corona, scettro e ricchi gioielli, realizzati in oro, argento e pietre preziose, con i quali viene “vestito” il 14 settembre di ogni anno, quando si celebra la festa di Santa Croce.
Attualmente è oggetto di studi e di un accurato restauro che sta portando alla luce numerose scoperte. Ma per saperne di più, non solo su questo misterioso e leggendario crocifisso ma su molto altro, vi raccomando di partecipare a una nostra visita guidata, per scoprire con una guida turistica professionale di Lucca Info & Guide curiosi dettagli e luoghi carichi di fascino e di storia.